Identità

Da sempre, anzi, no, da quando sono entrata a far parte della “società umana, quindi da quando ho circa 12 anni, mi sono posta il problema di chi fossi. Dovevo essere cugina di qualcuno, sorella di qualcuno, figlia, nipote, amica. Prima di allora, con i miei genitori e i miei fratelli, c’era molta distanza. Eravamo, ma non eravamo di nessuno.

Con il mio cane, poi, semplicemente ero. Anzi, eravamo io e lui. Giravamo indisturbati per le strade ed i campi intorno ad Arequipa, in Perù.

Arrivata in Italia, il centro del mio universo si è gradualmente spostato dal piangere tutte le notti perché rivolevo il mio cane, a capire quanto fosse importante avere un’identità.

A scuola ero la peruviana, la ragazza nuova. I professori mi guardavano con sospetto, mi sculacciavano, mi gridavano, ma raramente, con il senno di poi mi rendo conto, scherzavano con me. Io vedevo i prof più simpatici scherzare con i compagni, e volevo essere come i miei compagni, perché volevo quelle risa, volevo quegli scambi.

E così, la storia della mia vita. Voler essere qualcuno che, secondo la persona che aveva davanti, avrebbe ricevuto sorrisi, scherzi, risate, dolcezza, amore… forse? In realtà quello l’ho conosciuto, e quindi per un po’ ardentemente desiderato, molto, molto dopo.

Adesso, superati i 50 anni, festeggiati con un tatuaggio che doveva racchiudere la mia vita fino a quel momento, mi rendo conto che 39 anni di duro lavoro sono stati pressoché inutili. Ero chi ero, un essere indefinito che però è diventato maestro in vedere le persone, e capirne, comprenderne l’anima in modo semplicissimo. Adesso la sfida è diventata, e sta riuscendo, NON cercare in ogni modo di soddisfarne i bisogni, di quell’anima che vedo.

Senza fatica, si sta trasformando in semplice accettazione, e ritorno all’amore di un tempo per la vita in generale. Con le sue sofferenze, i suoi Coronavirus, le sue guerre e potenziali crisi nucleari.

In mezzo a tutto questo, una cosa mi infastidiva: non aver tradotto e pubblicato il mio libro, nato nel 2012 a Cambridge, nato male, aggiustato per strada. Dovevo levare tante cose. Come la protagonista di Lezioni di Piano, dovevo lasciare quella forma in fondo al mare.

Ed ecco, finalmente. Deliberatamente costoso, non acquistatelo. Però c’è. Lo definirei, come tematica, più o meno Realismo Magico.

Su Amazon, su Kindle e cartaceo.

 

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