Mappa del Peru, con il marcatore su Arequipa
Mappa del Peru, con il marcatore su Arequipa

Solo per due anni, dai 10 ai 12, ma è il luogo che forse più di ogni altro mi è rimasto nel cuore.

Qui giravo la bellissima città di Arequipa e i suoi campi sotto l’occhio vigile dei vulcani Chachani, il perfettamente conico Misti e il Pichu Pichu insieme al mio primo cane, Churro. Incontravamo lama e cavalli semi-selvaggi, esploravamo città e campi, e con mio padre ogni tanto andavamo a fare esplorazioni che a nessun altro sarebbero venute in mente.

Amavo tutto di questo paese, dai campi fertili e ricchissimi, ai paesaggi mozzafiato che fossero altipiani, deserti, laghi e fiumi o vallate verdi e per me è stato un vero trauma doverlo lasciare per andare alla volta dell’italia, la nostra cosiddetta madre terra che per me era una sconosciuta da cui ricevevo bellissimi vestiti, Nutella e Topolino.

 

Mio padre ne parla nella sua collezione di libri autobiografici, Una Vita Improbabile

Copertina in lingua inglese di Una Vita Improbabile III: La Luce di Canopus
Copertina in lingua inglese di Una Vita Improbabile III: La Luce di Canopus