La nostra nuova vita in Salento – 2/Our new life in Salento – 2

Il caldo è iniziato e stamattina, dopo una meravigliosa sosta sul lungomare a prendere un donut, un latte macchiato senza zucchero da quanto erano dolci il caffè e il latte, e un pasticciotto, dolcetto tipico di queste parti, poi una sosta piacevolissima al parcogiochi sul mare, chiacchierando con persone che sono scappate da Londra a fare crescere i bambini in un luogo più sano e bello, e una mamma di una bambina che probabilmente andrà a scuola con mia figlia, infine una microcamminata sugli scogli, siamo tornate spedite alla macchina trovata già rovente e siamo salite su in fretta in fretta alla nostra casetta, fresca e vivibile.

Oggi dicevo a mia figlia, che era impressionata dalla facilità con cui facciamo amicizia qua, o parliamo con le persone, vedi, questo è il rapporto naturale che ci dovrebbe essere tra gli esseri umani. Sì a noi sorprende perché veniamo dall’Inghilterra, ma è questo che è normale, non il contrario.

Parlarsi, raccontarsi, viversi.

Traduco il mio romanzo, ricordo perfettamente tutti gli anni trascorsi prima di questo, e la tristezza di fondo che permea il mio libro, The House of Blue (potete leggerlo qui)

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i fantasmi che vi aleggiano che sono ancora lì, ma adesso seduti, in disparte, perché intorno a me c’è il sole.

Questo pomeriggio incredibilmente è nuvolo, e ha pure piovuto un po’. Immediatamente la malinconia si avvicina un po’, mi guarda speranzosa. Ok, le dico, mi metto a tradurre, ma non vado oltre. Malinconia qui non sei più di casa.

In Salento in questo momento mi sento a casa, qui dove davvero il colore che domina è il blu.

 

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The heat began this morning, after a marvellous stop on the waterfront to grab a donut, a sugar-free caffelatte since the coffee and milk were so sweet already, and a pasticciotto, a traditional pastry of these parts, then a very pleasant stop at the playground overlooking the Sea, chatting with people who have run away from London to raise their children in a healthier and more beautiful place, and a mother of a little girl who will probably go to school with my daughter, finally a micro-walk along the rocks, we went back to the car which we found found scorching hot and drove up quickly back to our little fresh and liveable house.

Today I said to my daughter, who was impressed by the ease with which we make friends here, or talk with people, you see, this is the natural relationship there should be among humans. Yes, we are surprised because we come from England, but this is what is normal, not the other way around.

Talking, telling, living.

I translate my novel, I remember perfectly all the years before this, and the melancholia that permeates my book, The House of Blue (you can read it here)

The ghosts that lie there that are still around, but now sit, on the side, because the sun shines around me.

This afternoon is, incredibly, cloudy, and it has rained a bit. Immediately the melancholia approaches, looking hopefully towards me. Okay, I tell her, I’m going to translate the book, but I’m not going beyond that. Melancholia is no longer at home here.

In Salento, right now, I feel at home, surrounded by the dominating colour, the colour blue.

 

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