Relocating to Italy, working as a freelance translator and teacher.

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My daughter on her favourite pony, Silvano The Patient One

I suddenly found myself working in a beautiful place, a horse riding school, and training centre holding proper competitions and so on, called Centro Ippico Il Monte Centro Ippico Il Monte in Copertino (A Guardian article about Salento, Puglia).Immersed in vineyards and olive groves, it is organising bi-weekly summer camps during which children from very young (4) to about 12 learn to ride or perfect their riding skills, they learn about what the countryside is like, food preparation, arts and crafts and the like. They also, and that’s where I come in, decided to give access to a native English teacher for their kids.

I used to teach English, Italian and Spanish a few years ago. It was natural at the time, to work with small groups, whether organised by a school or by myself, all with similar ages, objectives and levels.

I meant to start working as a teacher again in September, once my daughter resumed school and once my husband moved here with us from the UK, but this opportunity came up and my daughter was of the right age and she could come along, so I was thrilled to dive into this experience.

A few observations:

  • Kids, as always, are wonderful to teach: they are usually keen, easily made to be curious, and are very open about their objectives and interests so it is very easy to adapt to them, and provide them with exactly the level and type of learning they require. Adults can be far more secretive and are often expecting you to “lay it out for them”, rather than openly saying “Ok, Teacher, this is what I want”!
  • As regards the point above, there are in teaching, as well as in translation, various approaches by professionals themselves. Everyone has their method and their idea. Mine was always to adapt to the student. Which is why, as you can imagine, having many many children of very, very different ages, levels of ability and interests, is incredibly challenging! But exciting too: I wonder, what will I do next? How can I overcome this little snag? (and by little snag you can sometimes read: absolute mayhem and chaos caused by a few kids that get bored the instant the approach does not cater specifically to them! Kids, I tell you, they are HONEST).
  • I remain, however, truly impressed when I come across a kid, and I often do, who has decided he or she wants to improve their English. No parent needs to convince them, no teacher needs to impose on them, they know what they want, why they want it, and how they will use it. I am talking of 5 to 12-year-olds here. It is impressive.
  • The very little ones, as I learnt through teaching classes of very tiny tots, can be even more impressive: as long as you’ve had the time and the means to organise lessons around their own bright little minds. The ease and quickness with which they pick up on songs, rhymes and laughs are astounding. However, put them in a room with slightly older kids trying to learn, and you’re done for. They are demolishers.
  • There is a need for English in this region, as this part of Italy with its astounding beauty and willingness to work hard and to do what they do with the utmost care and attention, is worth advertising abroad. Salento specifically does not just offer turquoise, Caribbean-like beaches. It offers art, architecture, skilled work and crafts and no-nonsense and yet truly pleasant people to interact with. More people need to do business with this area, and the language of business is still English. Though of course, should there ever be a wish for some Spanish lessons, I would be most happy to oblige, as a bit of my heart still lies in that very Caribbean of which we spoke.
Trasferirsi in Italia, lavorando come traduttore freelance e insegnante.Improvvisamente mi sono trovata a lavorare in un posto bellissimo, una scuola di equitazione, centro di addestramento e maneggio chiamato Centro Ippico Il Monte.
Immerso in vigneti ed uliveti, organizza campi estivi di due settimane, durante i quali i bambini dai più piccoli a circa 12 anni imparano a cavalcare o perfezionare le loro abilità, conoscono la campagna, la preparazione del cibo, arti ed artigianato e così via. Hanno anche, e qui entro in ballo io, deciso di dare accesso ad un insegnante madrelingua ai loro ragazzi.

Io insegnavo inglese, italiano e spagnolo qualche anno fa. Era naturale a quel tempo lavorare con piccoli gruppi, organizzati da una scuola o da me, tutti con età, obiettivi e livelli simili.

Avevo intenzione di riprendere a lavorare come insegnante a settembre, una volta che mia figlia avesse ripreso la scuola e una volta che mio marito ci avesse raggiunte qui dall’Inghilterra, ma è arrivata questa opportunità e mia figlia è dell’età giusta e può aggiungersi a noi quindi sono stata entusiasta di immergermi in questa esperienza.

Alcune osservazioni:

  • I bambini, come sempre, sono meravigliosi da insegnare: sono appassionati, facili da rendere curiosi e molto aperti sui loro obiettivi ed interessi, rendendo molto semplice adattarsi a loro e fornire esattamente il livello e il tipo di apprendimento che richiedono. Gli adulti possono essere molto più chiusi e spesso si aspettano che tu “metta tutto sul tavolo pronto”, piuttosto che dire apertamente “Ok, insegnante, questo è quello che voglio”!
  • Per quanto riguarda il punto sopra, ci sono nell’insegnamento, così come nella traduzione, diversi approcci da parte dei professionisti stessi. Ognuno ha il proprio metodo ed idea. La mia è sempre stata di adattarmi allo studente. Ecco perché, come si può immaginare, avere molti molti ragazzi di età, livelli di abilità e interessi molto diversi, è incredibilmente impegnativo! Ma anche eccitante: mi domando, cosa posso fare ora? Come posso superare questo piccolo ostacolo? (E a volte per ostacolo si intende: un assoluto e totale caos causato da alcuni ragazzi che si annoiano nell’istante stesso in cui l’approccio non si rivolga specificamente a loro! I bambini, ti dico, sono SINCERI).
  • Rimango però veramente impressionata quando incontro un ragazzo o una ragazza, e spesso succede, che ha deciso che vuole migliorare il proprio inglese. Nessun genitore ha bisogno di convincerli, nessun insegnante deve imporsi, loro sanno ciò che vogliono, perché lo vogliono e come lo useranno. Sto parlando di ragazzi dai 5 ai 12 anni. È impressionante.
  • I più piccoli, come ho imparato facendo gruppi di insegnamento dell’inglese a bimbi molto piccoli in Italia, possono essere ancora più impressionanti: purché tu abbia il tempo e i mezzi per organizzare lezioni che si adattino alle loro piccole brillanti menti. La facilità e la rapidità con cui imparano canzoni, rima e risate è sorprendente. Tuttavia, mettili in una stanza con bambini leggermente più anziani che cercano di imparare, e sei finito. Sono demolitori.
  • C’è bisogno di inglese in questa regione, perché questa parte dell’Italia con la sua straordinaria bellezza e la sua volontà di lavorare duramente e di fare ogni cosa che fanno con la massima cura e attenzione, vale la pena di essere pubblicizzata all’estero. Il Salento in particolare non offre solo mare turchese, spiagge come quelle caraibiche. Offre arte, architettura, lavoro qualificato e artigianato e persone che fanno le cose fatte bene ma al contempo sono veramente piacevoli da interagirci. Più persone dovrebbero fare affari con questa zona, e il linguaggio degli affari è ancora l’inglese. Anche se, naturalmente, se ci fosse un desiderio di qualche lezione di spagnolo, sarei felice di provvedere, dato che un po’ del mio cuore rimane ancora in quegli stessi Caraibi di cui si parlava.
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