Riflessioni sulla dignità nel lavoro

Tutto si ottiene, in questa vita occidentale, per chi non ha una base solida da cui partire, con il compromesso.

È forse la cosa più importante che ho capito di dover imparare in questa vita.

Chi mi legge e mi conosce e ha avuto a che fare con me si ricorderà che i compromessi ed io non siamo mai andati molto d’accordo.

Ho un forte desiderio di iniziare un’attività, il mio progetto, che dall’età di dodici anni ossessiona me e chiunque abbia voglia di starmi a sentire.

Mi guardo intorno e vedo molti che sono riusciti a mettere in piedi il loro, di progetto, e vedo con molta chiarezza i compromessi che troppo spesso hanno dovuto fare (alcuni belli, molti brutti) per arrivare a realizzare il loro sogno o qualcosa che gli somigliasse.

All’età di 26 anni, con già un figlio, una donna molto saggia mi disse “vai, impara il mestiere, lavora per un ente, metti da parte i soldi, poi dopo una ventina d’anni potrai pensare di iniziare il TUO progetto”.

 

A un passo più in là, oltre la stradina, le tamerici e il mare

Ora ho 47 anni. Sono stata a volte dipendente, e ho spesso lavorato in proprio. Mi sono trasferita più volte di quante ne possa contare, il che ha inciso sul denaro che ho potuto mettere da parte (0). Ho acquisito figli e animali, il che rende difficile tenere le idee fisse su un obbiettivo personale e rende difficile mettere da parte i soldi (0).

Ora non possiedo, legalmente, nulla, a parte un telefono da 110 euro e una Punto del 2004.

Un’altra donna saggia, dopo avermi sentito lamentare per il non avere una casa MIA, mi disse “in compenso hai la libertà: libertà di cambiare casa, regione o nazione quando vuoi”.

Ma anche, aggiungo io, la libertà che deriva dal sapere di non dover sottoporti a nessuno, di non dover accettare soprusi né essere sfruttata da nessuno. Di essere non-ricattabile. La libertà di non avere (eccessiva) paura di restare senza un soldo: been there, done that, più volte di quante ne possa contare.

Questa società ci illude che la sicurezza finanziaria e la stabilità siano il bene più prezioso. Io, nella mia cocciutaggine, dico che non è vero. Il bene più prezioso che hai è la tua dignità: vendila a caro prezzo e sii certa o certo che la persona a cui la stai vendendo la trattino con il dovuto rispetto e attenzione.

Perché il resto è pura illusione, uno specchietto per le allodole.

L’acqua cristallina senza compromessi di Punta Suina