Salento lavorando in proprio

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Ogni giorno quando apro il portatile lui mi mostra una meravigliosa vista, più spesso dall’America. Oggi mi ha mostrato questa immagine:

Prima che apparissero le scritte, sapevo già che era per forza l’Italia. Non solo per le Vespa parcheggiate sul fianco della strada (che ho visto dopo), ma per la bellezza mozzafiato eppure dolce di quasi tutti i paesaggi italiani (a parte le Dolomiti: quelle sono solo mozzafiato, non c’è niente di dolce in quelle potenti e maestose schegge).

Ho cliccato, e mi ha fatto vedere: un posto meraviglioso per una vacanza, e poi ha elencato i siti del patrimonio dell’Unesco in Italia (ne abbiamo più di QUALSIASI altro paese al mondo, seguiti da vicino dalla gigantesca Cina).

Ho pensato: non siamo solo questo.

Non siamo solo una meravigliosa destinazione per vacanze, che offre tutto, dalle settimane bianche sulla neve all’alpinismo, all’arrampicata, all’incredibile biodiversità e fauna selvatica, al mare mozzafiato, spiagge tropicali, foreste, architettura, cultura, arte, spiagge rocciose, vino, cibo, colline, paesaggi… la lista è lunghissima.

Siamo anche un posto fantastico dove vivere.

Dimenticate la propaganda e le proteste, e le lamentele degli stessi italiani (amiamo lamentarci, soprattutto di noi stessi!): qui si può fare, qui si può lavorare anche in proprio e pagando regolarmente le tasse. Io ho rinunciato nel 2006 e mi sono trasferita in Inghilterra perché:

a) non avevo abbastanza fiducia in me stessa e

b) all’epoca le cose erano un in effetti po’ più complicate, e ben due commercialisti non seppero seguire e consigliare come si deve.

Questo post riguarda iniziare a lavorare in Italia come libero professionista. Il modo migliore di vivere in assoluto perché:

  • La vita è troppo breve per dover chiedere il permesso di godersi la vita quel giorno invece di lavorare e
  • Ti permette di scegliere di vivere in una qualsiasi zona di questo incredibile paese.

Come accennato in precedenza, noi abbiamo scelto la Puglia, e più precisamente il Salento. Molti consigli dunque saranno dettati dalla nostra realtà quotidiana. Puoi continuare a leggere tutti i suggerimenti per diventare un freelance in Italia qui sotto. Se decidi anche tu di trasferirti qui o metterti in proprio, o hai bisogno di una mano per residenza, codice fiscale, tessera sanitaria, eccetera, potresti trovarlo utile.

Premessa: dal momento che hai scelto un posto meraviglioso, mettiti l’animo in pace, e parti sempre per fare le commissioni burocratiche pensando che tanto non riuscirai a fare tutto in una sola visita. Quindi vai, goditi il panorama, scegli la strada più bella, prenditi un buon cappuccio al bar per colazione, insomma, parti con filosofia e con gratitudine di vivere in un luogo meraviglioso. Se siete dalle mia parti a Nardò, o parti simili che non vi sembrano modernissime, non riponete speranze sui siti web, le email, e nemmeno il telefono. Molto, molto meglio andare di persona.

Tenete presente che per ottenere tutto questo, dove l’intenzione iniziale nel 2017 era di avere la Carta d’Identità, ho fatto più o meno dodici viaggi ai Servizi Demografici, senza contare Agenzia delle Entrate e Servizio Protocollo e ASL eccetera, per un motivo o per l’altro: se seguite i miei consigli, potreste evitarlo!

 

Indice

Step 1: Codice Fiscale

Step 2: Residenza

Step 3: Scegli il medico – Tessera Sanitaria

Step 4: Mettiti in Proprio

Step 5: Chiedi la Carta d’Identità

 

Step 1: Codice Fiscale

Arrivi da un altro luogo Europeo (se non Europeo mi spiace, non ne so abbastanza), e quindi pensi di poter fare tutto con il tuo semplice passaporto europeo.

Non è così. La prima cosa da fare assolutamente subito è il codice fiscale.

Se siete italiani: se avete già quello nuovo, con tessera sanitaria, passate al Step 2: Chiedi la Residenza

Se siete europei oppure appena rientrati in Italia e quindi è collegato a un indirizzo diverso, dovete per forza andare all’Agenzia delle Entrate (qui gli indirizzi, scegliete quella dove ci sia listato il vostro comune) Per Nardò (e quindi Santa Caterina, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro) la sede è questa. (Via S. Nicola, Lecce). Miglior posto per parcheggiare: dì al tuo navigatore di portarti al cimitero che c’è dietro.

Dovete portare il passaporto o carta d’identità europea (passaporto probabilmente meglio) o italiana, e anche una fotocopia dello stesso già fatta perché dovrete consegnarla e non vi permetteranno di farla lì.

Appena entrati andate al signore alla reception e dite cosa dovete fare: vi darà lui un numero e i moduli necessari.

Dopo la richiesta chiedete che vi venga inviato all’indirizzo in cui siete domiciliati, e tenetevi stretti il foglio temporaneo su cui è scritto il codice. Non è detto che arrivi! Se non arriva entro un mesetto, chiedete alla vostra ASL di residenza quando avrete fatto la Residenza.

 

Step 2: Chiedi la Residenza

È vero che come cittadini Europei potete stare quanto vi pare ecc ecc.

Ma: se vi state trasferendo anche solo per un paio d’anni:

  • Chi cambia città o indirizzo deve comunicarlo all’Ufficio Anagrafe entro 20 giorni dal trasferimento.
  • Gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche hanno inizio dalla data di presentazione della dichiarazione (leggi: tassa sui rifiuti, diventi “visibile” all’Agenzia delle Entrate, eccetera)
  • Dal momento in cui chiedi la residenza, può volerci anche più di un anno perché venga trasferita anche la residenza elettorale. Se vorrai votare nel frattempo, ahimè, dovrai andare nel tuo vecchio comune (se sei italiano). Se sei europeo immagino tu debba fare come noi in UK, e cioè registrarti presso il tuo consolato, dir loro che sei qui, e sperare che ti facciano votare per corrispondenza.

Avrete per forza bisogno di un contratto di quelli anni 4 + 4 per affitto, oppure di un contratto di usufrutto, oppure direte che siete ospitati in modo permanente da qualcuno, e questo qualcuno dovrà inserirvi nel loro stato di famiglia. Il mio consiglio è dunque di dire subito alla persona che vi affitta casa che intendete portare residenza, per sapere se per loro sia ok o meno. Vari documenti sono richiesti, e io ho dovuto tornarci varie volte. Molti siti di vari comuni hanno i moduli da scaricare e compilare, ma il mio consiglio è: andate direttamente all’Ufficio Servizi Demografici del vostro comune, e chiedete alla persona incaricata che cosa vi serve.

A Nardò, il luogo dove andare per la richiesta di residenza è il Settore Servizi Demografici:

Il Comune è sparso in giro per la città in vari settori, che sono anche cambiati di recente: non fidatevi delle indicazioni in rete! Numeri vecchi/non funzionanti, gente che non risponde… andate di persona. Di persona, sono gentilissimi e disponibilissimi. E andate nella consapevolezza che quasi sicuramente non avrete tutto quello che vi serve per farlo in una sola visita.

Step 3: Scegli il medico – Tessera Sanitaria

Questo lo dovrete chiedere all’ASL, quando avrete richiesto la residenza. Nel caso di Nardò, anche l’ASL è sparsa un po’ in giro. Per richiedere la scelta del medico bisogna entrare nell’ex ospedale, (parcheggio consigliato se non è pienissimo Via XXV Luglio, c’è spesso l’ombra)  ignorare l’ingresso principale e proseguire sulla sinistra e andare in degli uffici a parte. Porta sempre una fotocopia di documento e di codice fiscale, oltre agli originali.

Qui si può richiedere anche l’esenzione, e qui sceglierai il tuo medico. Consiglio di telefonare per conoscere gli orari, ma in linea di massima saranno 8:30.-12:00 con apertura (forse, controllate) dalle 16:00 alle 18:00 il Lunedì e il Giovedì. Gli orari variano secondo il settore specifico! Per quello si, conviene telefonare, e sperare che vi rispondano. Oppure, con la filosofia di cui sopra, andateci un giorno e chiedete/cercate cartelli.

Fino a che non avrete la residenza, potete comunque in quanto cittadini europei (per gli inglesi, almeno per ora!) portarvi dietro la vostra tessera sanitaria ed accedere alle guardie mediche. Al momento in cui scrivo in questo post, la guardia medica a Nardò c’è anche i weekend nell’ex Ospedale, a Santa Maria al Bagno è qui: (Via Aurelia 57/bis)

 

Step 4: Mettetevi in proprio!

Se devi solo dichiarare ingressi saltuari,

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, con le modifiche apportate alla disciplina nel corso del 2017, sono applicabili ormai in pochissime fattispecie. Ove il prestazione effettua un’attività non continuativa nel tempo, senza più essere considerati i termini di durata (30 giorni annui) e importo percepito. Questo significa che le prestazioni svolte anche due o tre volte all’anno, devono essere effettuate non più con prestazione occasionale ma con partita Iva voucher, o contratti di lavoro dipendente o assimilati.

Cercando di essere più stringata possibile (ovviamente io NON sono un commercialista, anzi! Questo è il frutto di mesi e mesi di indagini, e sono info correnti al momento in cui scrivo. TUTTO può cambiare in men che non si dica!):

Se ogni tanto fai dei lavoretti sparsi qua e là, non hai bisogno di partita iva.

Se fai lavoretti simili tutti i mesi, per clienti simili, di natura simile, anche se guadagni pochissimo, DEVI aprire la Partita Iva. Se guadagni meno di 15000 puoi fare la forfettaria, se guadagni tra 15000 e 30000 puoi comunque fare l’agevolata.

In teoria potresti aprirla via posta con moduli, eccetera. In pratica, se sei qui a Nardò, almeno, non ti conviene. Per gentili che siano all’Agenzia delle Entrate, NON rispondono al telefono, e boh, non so che fine abbiano fatto le comunicazioni postali, e NON rispondono alle email.

Prima di andare, richiedi i dati per registrarti per i Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate Online (Fisconline). La seconda parte del PIN la potrai chiedere quando ti rechi lì: insieme ad una fotocopia e gli originali di passaporto e codice fiscale, di cui ormai avrai capito ti conviene averne taaaante.

I passi da seguire, brevemente:

  1. Scegli il tuo codice ATECO.
  2. Per Traduzioni è 74.30.00 “Traduzione e interpretariato”
  3. Per Concept Artist/Grafico/Illustratore è 74.10.29 – Altre attività dei disegnatori grafici – grafica pubblicitaria, illustratore (graphic designer, illustratore)
  4. Per Web Designer 74.10.21 e via dicendo. La lista completa si trova qua:
  5. Compila il modulo AA9_12+mod (googlalo che lo trovi, o chiedi a me!)
  6. Vai con una fotocopia del codice fiscale e del passaporto e il modulo alla reception dell’Agenzia delle Entrate, e dì che vuoi aprire la Partita IVA in regime forfettario, lui ti darà roba da compilare e un numerino di attesa. Attendi, vai a sederti, il signore alla scrivania sarà debitamente impressionato che stai facendo questo da sola, digli che vuoi iscriverti al VIES (obbligatorio se vuoi lavorare con stati europei), se ti va bene sanno cos’è e lo fanno loro, altrimenti non preoccuparti, lo potrai fare anche tu da casa).
  7. Dichiara la data d’inizio attività, che sarà per forza entro trenta giorni dalla data in cui la apri.
  8. Esci felice con il tuo documento di Partita IVA.

Ora, se siete fortunati e avete un commercialista bravo di cui vi fidate e che sa cosa sia bene il forfettario, e sa cosa vuol dire lavorare con l’europa, e così via, fate pure. Io quest’anno sto provando a fare da sola, perché (non me ne abbiano a male eventuali commercialisti che leggano questo post!!! Anzi se abitate vicino a me e ne sapete, contattatemi che mi piacerebbe avere qualcuno di riferimento. VI farò sapere se va tutto male. Intanto la dichiarazione del pochissimo reddito che ho fatto l’anno scorso l’ho fatta! Inoltre, facendo lo SPID (una specie di login per tanti enti importanti italiani) e registrandosi per i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, puoi usare il Precompilato per la dichiarazione dei redditi ed è DAVVERO semplice!

Dovrai poi iscriverti all’INPS (tasto dolente) per pagare le tue belle rate INPS. Ma considera che puoi avere scuolabus gratis, ricette mediche ridotte, esenzioni varie, rimborsi, eccetera! Insomma, io mi dico che non posso lamentarmi dello stato e delle tasse se non le pago, queste tasse, e siccome io amo lamentarmi, io VOGLIO pagarle. Se io non pago le mie, lo stato le andrà a prelevare dalla busta paga di chi non ha scelta. Inoltre io soffro d’ansia, e il pensiero di stare sempre a guardarmi alle spalle per paura che mi becchino… no, grazie!
Step 5: Fai la carta d’identità

Questo hanno detto a noi e io l’ho ottenuta. Ogni comune potrebbe volere cose leggermente diverse, anche se queste sono le richieste a livello statale:

  1. Ricevuta di bonifico di €22.21 euro per prima emissione o scadenza di quella precedente, oppure di €27,37 per smarrimento, deterioramento o furto. Causale: Diritti per Emissione CIE. Attenzione! Se il bonifico lo fate online, dovete assicurarvi di far passare due giorni prima di andare. Inoltre, se, come me, avete una banca come N26 (strepitosa, a parte questo inconveniente), o comunque estera, potrebbe NON rilasciare il Codice di avvenuto bonifico. La signora del Comune mi ha spiegato che lei DEVE inserire quel numero, e quindi come si fa? Nel mio caso grazie al cielo la signora ha inserito un altro numero a caso (il BIC della mia banca) e mi ha fatto terminare la procedura. Quindi almeno assicuratevi di avere un numero insieme ad una dicitura che confermi che il bonifico è stato effettivamente eseguito. La grande pecca di N26 è che anche quando il bonifico è stato fatto mesi fa, l’unico documento che posso stampare ha ancora la dicitura sotto che dice che “questo documento certifica solo che hai fatto la richiesta, e non che sia stato effettivamente eseguito”, il che non mi ha aiutata molto! Se siete a nardò, il versamento potete anche farlo direttamente in banca, con code eccetera, ma almeno andate sul sicuro: c/o Unicredit PIazza Mazzini, IBAN Comune di Nardò B020 0879 8220 0001 0398 683
  2. 1 Foto tessera tipica da documento
  3. La Tessera Sanitaria. Attenzione! In molti comuni basta che tu SAPPIA il tuo codice fiscale e glielo dica, inaltri basterebbe la fotocopia, e via dicendo. IN questo comune cvolevano proprio la nuova tessera sanitaria che contiene anche il codice fiscale eccetera. Quindi dovete ovviamente aver eseguito per forza sia lo Step 1 che lo Step 3: Scegli il medico – Tessera Sanitaria
  4. Documento di riconoscimento (e solita fotocopia, non si sa mai) (passaporto ma forse anche patente europea: controllate con il vostro comune!)
  5. Se avete figli minori, ci vuole assolutamente l’assenso su modulo corretto da parte dell’altro genitore. Altrimenti non ve la possono fare valida per l’espatrio! Io ho portato anche la fotocopia del passaporto di mio marito e quello di mia figlia.

Se siete persone che intendono trasferirsi qua vicino a me e volete un consiglio, 2 chiacchiere al riguardo, vediamoci per un caffè o scrivetemi una mail!

Qui di seguito vi inserisco i link che mi hanno aiutata, e inserendoli ringrazio sin d’ora coloro che hanno scritto i contenuti, siete stati preziosi!

Link UTILISSIMI:

 

Spero che questo post vi sia utile. Contattatemi se: avete bisogno di una mano a fare ricerca, volete correggere qualche informazione che è qui dentro, volete offrire altre info rilevanti per altre professioni, eccetera! Ricordate che il modo migliore di contattarmi è via e-mail. Potete anche venire a chiachierare sulla mia pagina Facebook

Dopo ogni giorno che avrai fatto una di queste cose, ricorda che se sei in Salento, puoi andare a goderti un riposino in un posto tipo questo:

 

 

 

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